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In questo secondo episodio di El Fantacalcio Sport Show vi racconteremo la storia di Alex Zanardi.

 

Alessandro "Alex" Zanardi (Bologna, 23 ottobre 1966) è un pilota automobilistico e personaggio televisivo italiano, presente in 41 Gran Premi di Formula 1, campione Champ Car nel 1997 e 1998 e del Campionato Italiano Superturismo nel 2005.

La famiglia si oppose inizialmente alla passione del giovane Alessandro, a causa della morte della sorella in un incidente stradale.[1]

Zanardi iniziò a gareggiare a 14 anni con i kart nel 1980 debuttando a Vado in una gara sponsorizzata dalla Pubblica Assistenza. Nel giro di pochi anni diventò un ottimo pilota e, dopo alcuni anni di gavetta, esordì nel 1988 nel Campionato di Formula 3 Italiano, con una Dallara-Alfa Romeo del team di Coperchini. Nel 1989 con una Ralt-Toyota del team Racing for Europe ottenne le prime soddisfazioni, come la pole position nella gara inaugurale di Vallelunga, conclusa poi al secondo posto, ma per via delle fragilità del motore nipponico per la prima vittoria dovette attendere il 1990. L'anno successivo infatti con una Dallara-Alfa Romeo del team RC Motorsport, vinse due gare e sfiorò il titolo italiano, partì in pole al GP di Montecarlo di F3 e vinse l'europeo in prova unica a Le Mans dopo la squalifica di Schumacher. Nel 1991 passa in Formula 3000 grazie al team il Barone Rampante di Giuseppe Cipriani, e al volante di una Reynard 91D-Mugen vince la gara d'esordio a Vallelunga, e si ripete un paio di mesi dopo al Mugello. Nonostante quell'anno parta per ben 8 volte su dieci gare in prima fila (con come fiore all'occhiello le pole position di Pau, Mugello, Pergusa e Brands Hatch) il titolo gli sfugge e va a Christian Fittipaldi. Determinanti i ritiri nelle gare di Pergusa, Pau e Le Mans quando era largamente in testa o in seconda posizione.

 

Sempre nel 1991 Eddie Jordan, manager dell'omonima squadra di Formula 1, ingaggia per 2 gare il pilota in sostituzione di Michael Schumacher, passato alla Benetton. Alex ottenne un nono posto all'esordio a Barcellona. Grazie a questo risultato, divenne terza guida della Benetton nel 1992 e partecipò a tre gare alla guida di una Minardi in sostituzione di Christian Fittipaldi. L'anno seguente venne ingaggiato dalla Lotus come seconda guida dopo Johnny Herbert. Alex ottenne il primo punto mondiale piazzandosi in sesta posizione in Brasile ma subì un grave incidente nelle prove a Spa-Francorchamps che lo costrinse a concludere anticipatamente la stagione. Perso il posto nel 1994 a vantaggio di Pedro Lamy (che lo sostituì dopo l'incidente di Spa), il pilota perse le prime gare ma tornò a essere schierato dalla Lotus dal Gran Premio di Spagna, per via del grave incidente subito da Lamy pochi giorni prima in una sessione di test a Silverstone. La monoposto però si rivelò molto lenta e impedì nel corso della stagione a Zanardi di collezionare punti iridati. Inoltre la crisi economica della Lotus spinse il team a rimpiazzarlo in alcune gare con il belga Philippe Adams, dotato di una dote di sponsor che gli pagavano il posto. Ciò non fu comunque sufficiente per le casse del team, e l'anno seguente la storica scuderia britannica abbandonò la F1, lasciando Zanardi senza un volante. 

 

La svolta professionale di Alex avvenne nel 1996 con l'esordio nel campionato statunitense CART, adesso con il nome Champ Car, a bordo della vettura del team Chip Ganassi Racing. Zanardi si ambientò velocemente alla serie ottenendo la pole position alla seconda gara e 3 vittorie finali che gli assicurarono il terzo posto nel campionato. Inoltre Alex vinse il titolo di "Rookie of the year" anche grazie alla leggendaria vittoria a Laguna Seca dove sorpassò in modo spettacolare alla curva Cavatappi (o Corkscrew), durante l'ultimo giro, il più esperto Bryan Herta, che fino a quel momento era rimasto in testa[2]. Nel 1997 e nel 1998 conquistò due volte il titolo dominando le stagioni e divenendo un idolo delle folle d'Oltreoceano grazie alle sue vittorie spettacolari ed alle sue esultanze dopo ogni successo, i "Donuts".

 

Nel 1999, ottenuta un'allettante offerta da Sir Frank Williams per correre nel suo team, Alex decise di tornare in Formula 1. Durante i test fu velocissimo ma il campionato fu un vero e proprio fallimento soprattutto a causa dello scarso adattamento alla vettura. Zanardi non ottenne nessun punto e il suo contratto non venne rinnovato per la stagione 2000.

 

Nel 2000 Zanardi tornò a correre nella Champ Car. Sostenne un test con il team di Mo Nunn che lo ingaggiò per la stagione 2001. Il campionato di Zanardi iniziò male e con scarsi risultati, e si concluse con l'incidente del 15 settembre 2001. L'incidente avvenne durante il finale della gara in Germania, sulla pista Eurospeedway del Lausitzring (tristemente famosa per l'incidente costato la vita pochissimo tempo prima a Michele Alboreto), vicino Brandeburgo, quando Zanardi era in prima posizione. A tredici giri dal termine, Zanardi rientrò ai box per un rabbocco precauzionale di benzina; al rientro in pista, dopo aver tolto il limitatore di giri che limita la velocità ai box, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita) che, dopo un testacoda, sia pur a bassa velocità, praticamente si posizionò di traverso sulla pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungeva ad alta velocità il pilota italo-canadese Alex Tagliani. L'impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura di Zanardi all'altezza delle gambe del pilota italiano, spezzando in due la Reynard Honda del pilota bolognese.

Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l'istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori, uno (il sinistro) al di sopra del ginocchio, l'altro al di sotto[3], con il pilota che stava praticamente per morire dissanguato. Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico della CART, "tappò" le arterie femorali del pilota per tentare in qualche modo di fermare la massiccia emorragia. Dopo aver ricevuto l'estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica, eseguita in tutta fretta con l'olio del motore[4][5],venne caricato sull'elicottero e condotto all'ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per circa due settimane e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio destro, irrimediabilmente compromesso. Dato ormai per spacciato, Alex incredibilmente si riprese.

Nonostante il grave handicap fisico, dopo una lunghissima riabilitazione Zanardi tornò a camminare grazie all'uso di apposite protesi, e quindi decise di ritornare anche alla guida di vetture da corsa. Scherzando sulla sua menomazione ha affermato che, se si dovesse rompere di nuovo le gambe, questa volta basterebbe soltanto una chiave a brugola per rimetterlo in piedi, e che ora non rischia più di buscarsi un raffreddore camminando scalzo... Inoltre ha partecipato ad una puntata della sit-com Camera Cafè in cui veniva messo in risalto il suo handicap, dimostrando una notevole autoironia anche riguardo alla disgrazia di cui è vittima (quando Paolo Bitta gli disse "adesso vado a casa e mi sdraio con le gambe sul tavolo" Zanardi rispose "io al massimo le gambe le metto in un cassetto").

Nel 2002 la Champ Car diede al pilota la possibilità di far partire una gara della stagione a Toronto, Canada e nel 2003 Zanardi tornò nel circuito tedesco dove fu vittima del terribile incidente per ripercorrere simbolicamente i restanti 13 giri della gara del 2001 a bordo di una vettura appositamente modificata. I tempi registrati sul giro furono velocissimi e gli avrebbero permesso di partire dalla quinta posizione se il pilota fosse stato iscritto al campionato. Grazie anche a questo fatto Zanardi tornò a correre e nel 2005 tornò alla vittoria aggiudicandosi a bordo di una BMW del team Italy-Spain la seconda gara del Gran Premio di Germania il 28 agosto a Oschersleben, gara valida per il Mondiale Turismo, meglio conosciuto come WTCC (acronimo di World Touring Car Championship). Il bolognese, sempre nello stesso anno, riuscì a conquistare il Campionato Italiano Superturismo, favorito però da griglie piuttosto striminzite di 6-7 unità[senza fonte]. Nell'ottobre 2005 vinse la Prima Manche del Campionato Europeo Superturismo a Vallelunga, ma nella seconda corsa gli svedesi Bjork e Goransson dilagarono impedendogli di vincere il titolo. Nel 2006 partecipa ancora con la BMW al Campionato Italiano Superturismo e al WTCC, nel quale conquista la seconda vittoria in campo internazionale dall'incidente del Lausitzring nella gara 1 della tappa turca del WTCC a Istanbul. Nel 2009 si impone in gara-1 a Brno.

 

Il 19 giugno 2010 durante la Settimana Tricolore svoltasi a Treviso ha conquistato la maglia tricolore nella categoria Handbike H4.

 

(Wikipedia)

 

ALLA PROSSIMA PUNTATA DI ELFANTACALCIO SPORT SHOW

Alex Zanardi

Alex ritrova il sorriso tornando alle corse.

Handbike H4

Il video del grave incidente.